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Parole per dipingere e colorare,
parole per fare sognare.
Parole lente,
parole scritte in fretta
parole per la moto
e per la bicicletta.
Parole per chi suona
parole per chi canta
parole per chi di voce
ne ha davvero tanta.
Parole con la rima,
parole per il  prima
parole per il poi,
parole come noi
che stiamo ad ascoltare
il sole, i sassi e il mare.
Parole che van via
parole con la scia.
Parole di saluto
parole di acoglienza,
per te che sei venuto
e leggi con pazienza!






 

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7 maggio 2012

Presentazione del libro "Un minuto con Dio"

Venerdì 11 maggio, alle ore 21, presso la Biblioteca Alliaudi di Pinerolo (via C. Battisti 11) presentazione del libro ""Un minuto con Dio - Preghiere per sopravvivere al quotidiano".
Interverranno il Vescovo di Pinerolo, Pier Giorgio Debernardi; il direttore della Biblioteca, Gianpiero Casagrande e l'autore del libro, Patrizio Righero. 
Durante la serata Ives Coassolo e Manuel Marras leggeranno alcuni brani del testo accompagnati dall'arpa di Francesca Lantaré.
Ingresso libero.


21 aprile 2012

A partire dai testimoni

AGD – A partire dai testimoni…17 personaggi, per lo più sconosciuti. Unoper ogni regione d’Italia. Uomini e donne che nella loro vita sono diventatitestimoni credibili della vita buona del vangelo. Sono il cuore del libro“educativo” di Patrizio Righero (per i tipi EDB, 88 pp, 7,50 euro) direttoredell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali di Pinerolo e autore didiverse pubblicazioni. Un manuale agile e incisivo, un valido supporto per lacatechesi ai giovani. “Non un semplice sussidio educatori e animatori– comericorda don Nicolò Anselmi nella prefazione – ma un libro per tutti. Ognigiovane deve avere la possibilità di tenere in mano gli strumenti per nutrirela propria vita spirituale”. In questo decennio che la Chiesa dedica inparticolare a “Educare alla vita buona del vangelo”  “A partire dai testimoni…” offre unaricchezza di esperienze umane, sociali, spirituali che vale la pena diconoscere e approfondire.


Il libro si può acquistare on line sul sito

http://www.libreriadelsanto.it/?p=rpa


15 febbraio 2012

Un minuto con Dio... da ascoltare!

Da domenica 12 febbraio sono partite su Radio Frate Sole - inBlu le meditazioni tratte dal libro "Un minuto con Dio". Verranno trasmesse più volte e a orari variabili nel corso della rotazione musicale nelle 24 ore. Quelle attualmente in onda si possono ascoltare al link:

http://www.francescovitaleroma.it/audio/minuto/minuto.htm




25 gennaio 2012

Un minuto con Dio

Nella vita di tutti i giorni, tra lavoro, scuola, impegni vari, traffico e file burocratiche agli uffici,diventa sempre più difficile trovare del tempo libero per noi stessi e per fare una piccola pausa: basterebbe vedere tutte le persone che incontriamo per strada, tutte di corsa con due telefonini in mano, un auricolare, e un tablet che nemmeno ti vedono se li saluti. Ecco allora la provocazione di Patrizio Righero che per le Edizioni Elledici ha scritto il libro “Un minuto con Dio. Preghiere per sopravvivere al quotidiano”. Sì, è un libro di preghiere, ma non fatevi ingannare dal titolo. Ogni pagina contiene un pensiero (composto non solo dall’Autore) che ci aiuta a riflettere su tutte le situazioni della vita: le gioie, le speranze, gli entusiasmi, ma anche i dolori, le delusioni, la fragilità. «Tutto può essere trasformato in preghiera», afferma nella prefazione Mons. Pier Giorgio Debernardi, Vescovo di Pinerolo, perché è un modo unico e forse il più bello per metterci in dialogo con Dio. E tutto questo in un minuto: questo è infatti il tempo che ci vuole per leggere una preghiera. Molto utile quindi mentre siamo alla fermata dell’autobus, oppure stiamo viaggiando, oppure ancora durante una pausa caffè.
Le preghiere contenute all’interno di questo libro sono espressione di un vissuto quotidiano e rivelano sentimenti profondi e originali in cui ognuno di noi può riconoscersi: dall’amore verso il prossimo, all’apprensione per i figli, alla paura della vecchiaia, e così via. 
E per dimostrare che anche la preghiera può “viaggiare” al passo con i tempi post moderni sempre più veloci, alla fine di ogni pensiero abbiamo dei tag; sì, avete letto bene, tag, ovvero parole chiavi che permettono immediatamente di capire quali sono gli stati d’animo, i sentimenti lì contenuti. Ciò rende più facile la scelta anche ai più pigri. Una possibilità per avvicinare anche i giovani. E non c’è bisogno – come sottolinea anche Patrizio Righero – di seguire un ordine preciso nella lettura. Basta seguire le proprie emozioni. 
«Non c’è un destinatario preciso – rivela l’Autore – ma credo che lo dedicherei alle famiglie, affinché ritrovino il valore della preghiera comunitaria e la bellezza dello stare insieme alla fine di una giornata». E poi un commento: «Se all’inizio, a metà, o al termine della lettura – conclude Righero – vi sarà nato il dubbio che pregare non è tempo perso, lo scopo di questo libro sarà stato abbondantemente raggiunto». 

di Francesco Vitale 
http://www.corrieresalentino.it/

27 settembre 2011

La preghiera di un catechista

Sei proprio sicuro, Signore?

Ti fidi così tanto di me

da mettermi in mano la tua Parola?

Non vedi tutte le mie incoerenze,

non conosci tutti i miei dubbi,

non senti il peso dei miei peccati?

Come posso io,

portarti a questi ragazzi?

Come posso pronunciare il tuo nome

e testimoniare la tua Misericordia?

Sto stretto in questo ruolo:

vorrei avere più capacità,

essere più preparato,

e riflettere il tuo Volto

senza troppe storpiature.

Non mi sento all'altezza, Signore,

eppure, attraverso la comunità,

ha scelto proprio me.

Hai scelto anche me.

Quindi eccomi qui.

Non posso dirti di no.

Non posso tirarmi indietro.

Andrò incontro ai ragazzi

che mi sono affidati,

cercando di fare del mio meglio

(che è quasi nulla).

Tu farai il resto

(che è quasi tutto)

Amen. 


Patrizio Righero

22 luglio 2011

Addio, Sergio. E grazie!

Giovedì 21 luglio è morto Sergio Buttiero. Aveva 82 anni. Tra noi c’era amicizia. Quelle amicizie strane che nascono tra persone di età molto diverse (aveva il doppio dei miei anni). Parlare bene di Sergio è fin troppo facile. Non si è mai tirato indietro di fronte a nessuna sfida. Nemmeno quella di andare, già pensionato e in pieno diritto di godersi qualche anno di meritato riposo, a fare il vice direttore dell’Eco del Chisone. Ha accettato quell’incarico per amore alla sua diocesi. Per essere, in quel contesto, una voce (probabilemnte l’unica!) capace di ascoltare e raccontare il mondo della chiesa pinerolese. Ci è andato “come agnello in mezzo ai lupi”. Con l’umiltà dell’ultimo degli apprendisti (e come tale è stato trattato). Ne abbiamo parlato più volte. Senza maschere. Senza giri di parole.

Il suo cuore, che ha ceduto al peso degli anni e di un impegno di lavoro mai interrotto, ha sempre battuto per una comunità cristiana autentica capace di aprirsi al mondo senza tradire la propria identità. Spesso raccontava le sue imprese giovanili da militante di Azione Cattolica, su e giù per le valli in bicicletta. Ad incontrare la gente. A fare formazione. A portare il Vangelo senza tanti trionfalismi ma la concretezza di chi sa che la buona novella passa attraverso rapporti umani sinceri.

Mi mancherà Sergio. Mi mancherà la sua amicizia nei miei confronti, la sua generosità e schiettezza. Mi mancherà la sua presenza.

Mancherà a tutta la nostra chiesa pinerolese che ormai conta sulla dita di un mano uomini come lui.

Addio, Sergio. E grazie!



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15 luglio 2011

Parto per la guerra

Sono pronto, Signore.
La spada è affilata.
L’armatura è sicura.
Parto per la guerra, 
certo che tornerò sconfitto
perché il nemico è più forte di me.
Eppure parto senza esitazione, 
pronto ad affondare il colpo
fino in fondo.
Parto per la guerra, 
pronto a guardare in faccia il nemico, 
pronto a chiamarlo col suo nome.
Parto per la mia guerra d’Africa, 
pronto a prendere a calci la miseria, 
pronto a non tollerare l’ingiustizia, 
pronto a non cedere di fronte alle malattie.
La mia trincea 
il dispensario della missione.
Il mio campo di battaglia
la sala operatoria e i villaggi della foresta. 
Il mio salario
i canti dei bambini 
che torneranno a correre per le strade.
Se esiterò, 
sostieni la mia mano.
Se tremerò, 
rinnova il mio coraggio.
Se vorrò tornare indietro, 
spingimi in prima linea.
Perché domani parto per la guerra, Signore.
E ho paura.





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3 marzo 2011

A proposito di "Hai un momento, Dio?"

Non è una prerogativa di tutti gli autori quella di scrivere un libro che nasca dalle esigenze e dai costumi della gente, e di cui questa stessa abbia bisogno. Ritengo che questo, invece, sia il caso di Patrizio Righero con il suo ultimo volume “Hai un momento, Dio?”. Pagine da leggere tutte d’un fiato, nonostante la prefazione avverta che, essendo poesie animate dal flatus della preghiera, probabilmente saranno necessarie delle pause.

Pause come quelle della vita, che magari si utilizzano per navigare un po’ sul web. E proprio dai social network e dall’esigenza di “parlare” in rete anche di cose spirituali, nasce questo volume.  Cinque le sue parti, per interpretare le fasi della nostra esistenza e l’altalenanza degli eventi che la vita ci riserva. Un tempo per conservare e un tempo per buttar via; un tempo per fare lutto e un tempo per danzare; un tempo per piangere e un tempo per ridere; un tempo per cercare e un tempo per perdere; un tempo per tacere e un tempo per parlare. E anche in quest’epoca ove sembra che gli eventi esistono proprio perché se ne parla, non c’è che ringraziare l’autore Righero e i suoi “nipoti digitali” (come lui stesso li definisce) per aver utilizzato in maniera profonda e personalissima i nuovi mezzi di comunicazione multimediali. Perché il male non è nella nuove tecnologie, così come non è nella propria esistenza: tutto dipende da come si utilizza quanto è nelle nostre facoltà, dalla maniera in cui siamo in grado di far fruttare i doni dei quali il Signore ci ha dotati.

E forse, infine, è anche tempo che la preghiera assuma l’habitus dei nostri giorni e, come è accaduto in ogni epoca della storia, diventi parte ancora più pregnante della nostra vita quotidiana, a partire soprattutto dai giovani e da internet.

 

Chiara Sorino

27 gennaio 2011

Pregare sul web? Si può

On-line si fa un po’ di tutto. Si studia, si chiacchiera, si trovano testi, immagini, video, si gioca, ci si conosce. E tanto altro. Ma è anche possibile pregare on line? Non rischia di essere una forzatura? Addirittura una contraddizione? "La sfida mi ha appassionato fin da subito - spiega l'autore Patrizio Righero, direttore dell'Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Pinerolo - e ci ho provato, invitando anche altri ad unirsi all’esperimento. Dapprima attraverso i siti “tradizionali” e, da circa due anni a questa parte, attraverso un ben noto social network. Come? Semplice, pubblicando, o meglio “postando”, di tanto in tanto delle preghiere o anche solo immagini con qualche versetto biblico. L'immediato riscontro dell'iniziativa ha mostrato chiaramente che la sete di preghiera e di spiritualità che ogni uomo si porta dentro non ha timore di sbarcare e dilagare sulle nuove frontiere della comunicazione".
Pubblicato per i tipi dell'Effatà, "Hai un momento, Dio. Preghiere nate e cresciute sul web" raccoglie più di settanta testi. Alcuni dal titolo decisamente insolito come la "Preghiera per i navigatori di facebook", la "preghiera di un precario" e quella della "non-famiglia".

«Questo libro - ha scritto nella prefazione don Nicolò Anselmi, direttore del Servizio Nazionale di Pastorale giovanile - è prima di tutto un invito a rivolgerci a Dio, a incontrarlo, a dialogare con lui, ad aprirgli i nostri cuori. L’autore, ci coinvolge nel suo stare con Dio, nel suo invocarlo. La preghiera è per il cristiano la colonna sonora permanente della vita, la musica che accompagna ogni gesto quotidiano,dal più semplice a quello più impegnativo. “Hai un momento Dio?” ci educa a questa normalità straordinaria, alla straordinarietà di chi sente Dio presente in ogni istante nella sua vita. L’educazione è fatta di relazioni personali, quotidiane, fra le persone e con Dio; nel decennio dedicato all’educazione che è appena iniziato, questo profondissimo libro aiuterà certamente molte persone».


Patrizio Righero, Hai un momento, Dio. Preghiere nate e cresciute sul web, Effatà editrice, € 10,00



24 ottobre 2010

Le tentazioni di Maria

I Vangeli non ne parlano ma sappiamo - quasi per certo! - che quando Gesù si ritirò nel deserto, qualcuno lo seguì. Oltre a Satana e alle schiere angeliche, laggiù, tra i sassi spaccati dal sole d’oriente, c’era qualcun altro.

Né demone, né angelo.

Semplicemente Maria.

Quale madre, del resto, che vede il figlio, sia pur adulto e indipendente, iniziare a sbandare per strade inesplorate, non si sarebbe preoccupata?

Così pure Maria, quando seppe del proposito del figlio di inoltrarsi da solo nel deserto, decise di seguirlo. Ma da lontano, senza farsi vedere. Una sporta di pane, una borraccia di acqua, un po’ di vino anche. Per una come lei, abituata alle grandi camminate, alle strade polverose, alle fughe improvvise, ai viaggi a singhiozzo da villaggio a villaggio, non era certo un problema star dietro al figlio. All’esperienza, poi, si aggiungeva l’istinto materno, allenato durante anni di vicinanza, di attenzioni, di affetto dato e ricambiato sia pure in modo insolito e, spesso, indecifrabile. Come quella volta che Gesù, poco più che bambino, era scomparso improvvisamente. Con suo padre lo avevano trovato, poi, circondato dai dottori e dai sapienti del Tempio. Un moccioso tra i saggi. Ed era stato decisamente imbarazzante andarlo a ripescare in mezzo alla folla. Attraversando un mar rosso di occhi curiosi e sprezzanti.

Quell’istinto materno Maria lo aveva affinato, reso sottile come un’anima. Ascoltandolo poteva star dietro al suo ragazzo in ogni momento, in ogni circostanza, anche quando un dolore cupo di spada le rovistava il petto senza pietà.

Non era necessario per lei cercare le sue orme. Le bastava ascoltare. E dalla sommità di ogni calva collina, di ogni duna ventosa, vedeva il figlio immergersi nelle braccia rugose del deserto. Se proprio non lo vedeva, ne sentiva la presenza. Eccolo là. In ginocchio. E poi di nuovo in cammino. E poi ancora accovacciato all’ombra di masso a cercare un po’ di frescura.

Nemmeno Maria toccò cibo in quei quaranta giorni. Appena appena qualche goccia d’acqua. Digiunò con lui. A distanza.

Digiunò di parole, di compagnia, di conforto.

E quando il nemico venne, venne anche per lei. E disse:

- Se sei sua madre (se sei una buona madre!), portagli questo pane, offrigli questo vino che hai con te.

Maria rispose:

- Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Non tocca a me.

Allora il Nemico la condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e le disse:

- Gli darò tutto questo potere, il rispetto degli uomini, fama e gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà suo.

Maria gli rispose:

- Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Questa è la sua strada.

Il nemico la condusse, infine, a Gerusalemme e gli mostro il figlio coperto di sputi, di sangue. Gli mostrò la folla inferocita, i soldati ubriachi, la croce, i chiodi e il sepolcro. E le disse:

- Se tu sei la madre di Dio, chiedi che gli sia risparmiato tutto questo. Dai ordine ai suoi angeli affinché lo custodiscano.

Maria gli rispose:

- Io sono solo un’umile serva del Signore. Avvenga di lui secondo la Sua parola.

Quando il nemico si fu allontanato Maria cadde in un sonno profondo come il mare e buio come una notte senza stelle.

I Vangeli non ne parlano ma sappiamo - quasi per certo! - che a risvegliarla fu il figlio. Con un bacio sulla fronte.

La strada verso Nazaret la percorsero insieme.

Mano nella mano.

In silenzio.

Senza una parola.

Quanto doveva essere detto era già stato detto.

E Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.


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permalink | inviato da animautori il 24/10/2010 alle 19:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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